Istituzione di un fondo cassa per le riprese del film “Omosessualità” a Lourdes !

(Foto : Philippe Piron)


 

È in tutta semplicità che vi faccio questa richiesta urgente di aiuto e donazioni e vi propongo di partecipare secondo le vostre disponibiltà alla raccolta fondi per l’organizzazione di un evento preciso : le riprese a Lourdes di un documentario filmato sull’Omosessualità, che si terrà dal 23 settembre al 2 ottobre 2019.
 

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È una prima volta assoluta, perché sono anni che cerco fratelli e sorelle che siano capaci, come me, di parlare della loro omosessualità e del loro amore per Gesù a viso scoperto, assumendosi così il rischio di perdere tutto (lavoro, prospettiva di sacerdozio, prospettiva matrimoniale, famiglia, amici, impegni assunti in ambito cristiano, reputazione ecc.). E, a riprova che in questo momento stiamo vivendo dei tempi speciali, poiché questi fratelli di Missione hanno compreso la sfida mondiale ed ecclessiale dell’omosessualità, finalmente si sono levati in piedi e si sentono capaci di fare il grande salto in pubblico con me per Gesù, il mondo e la Chiesa: al momento ci sono un fratello del Quebec, un colombiano, un italiano, un messicano, uno spagnolo e una sorella francese… e presto si spera anche un polacco e uno statunitense. Ma come se niente fosse, il tempo incalza. E soprattutto, i testimoni omosessuali continenti- e non solamente astinenti- non sono molti.
 

Contiamo già che vogliate accompagnare con la preghiera questo progetto unico, che darà luogo a un reportage, forse anche a un DVD, perché serva da supporto formativo a tutti (dal momento che nessuno nel mondo, a parte me, parla di omosessualità e non ne propone un’analisi a riguardo. Ma per farlo abbiamo bisogno di di denaro, semplicemente per coprire le spese dei biglietti d’aereo dei partecipanti che vengono da lontano, le necessità da sostenere a Lourdes, il set, il salario degli operatori audiovisivi, il montaggio, la traduzione, ecc. Ecco i motivi per aprire un fondo cassa.
 

Sappiate che questo evento- sfortunatamente da un lato e fortunatamente dall’altro-, che non avrà la pressione logistica di una rassegna sull’omosessualità né di una conferenza stampa, si organizza al di fuori di ogni pratrocinio, sponsor, movimento, partito o diocesi. Contiamo solo sulle nostre piccole forze! Ma è il tesoro più grande. Poiché nessun medium cattolico e nessun vescovo ci sostiene (dal momento che viviamo quello che la Chiesa chiede in fatto di omosessualità e la Chiesa in questo momento avrebbe davvero bisogno di noi perché non fa che essere attaccata proprio sull’omosessualità), non potendo contare pubblicamente su nessun prete, visto che talvolta siamo percepiti addirittura come dei criminali, organizziamo queste riprese a prescindere da ogni struttura, senza alcun aiuto e senza etichetta. È la nostra debolezza, ma al contempo la nostra forza. Perché le persone che testimonieranno (sulla base di un programma che ho stabilito di recente) non saranno prigioniere di un movimento (fosse anche cattolico, come Courage International) o di un gruppo di pressione (ProVita, vescovi, cardinali, televisioni o radio…): si fanno avanti da sé e offrono il loro nome, la loro persona, tutto molto semplicemente.
 

La grande novità di questo evento è che l’omosessualità sarà davvero soggetto di studio posto al centro del dibattito, e non un pretesto per parlare di altro (fede, sessualità, identità, amicizia, castità, guarigione o riparazione, Bibbia, relazione personale con Dio, santità, purezza, ecc.). Al contrario. Per una volta la vera questione sarà l’omosessualità, l’eterosessualità, l’omofobia, la cultura LGBT, la bisessualità, la transidentità e si affronteranno anche temi di cui ci proibiscono di parlare (massoneria, radical chic, politica, Fine dei Tempi). E nessuno può impedirci di farlo! Nessun movinento cristiano o di comunità (Courage, Comunità dell’Emmanuele ecc.) a cui rendere conto, nessuna sessione di terapia riparativa, nessun gruppo di parola né di testimonianze pubbliche. Nessun circolo di giuristi, politici, militanti ProVita, psicologi, storici, sociologi, preti, per parlare di noi al nostro posto! Anche se, senza aiuti istituzionali, noi arriviamo un po’ spogli, malgrado tutto vorremmo proporre la realizzazione di un video che non sia troppo “cheap” né schifoso. L’idea, visto che i partecipanti si espongono in prima persona, è di offrire loro delle condizioni per esprimersi non solo decenti, ma decisamente con stile (belle immagini, belle luci, belle inquadrature e set per le tavole rotonde, una buona squadra per le riprese… un minimo di professionalità e di accoglienza per una giusta valorizzazione.
 

Ecco. Penso di aver detto l’essenziale.
 

Ah, sì. Me ne stavo dimenticando! Il documentario si registra a Lourdes, perché è Maria la sola a sostenere la nostra continenza (astinenza e apostolato pubblico per Gesù e la Chiesa per mezzo dell’omosessualità).
 

Grazie della vostra generosità. E, per favore, fate circolare questo messaggio per fare conoscere il fondo cassa e l’evento. Siamo così poco sostenuti e incoraggiati – benché il bisogno di chiarezza sull’omosessualità sia enorme al giorno d’oggi- che il minimo piccolo aiuto sarà prezioso.
 

A nome di Gesù, in anticipo, vi ringrazio.
 

Philippe Ariño